Red Kamala color rosso acceso

PREMESSA 1: Per tutti gli approfondimenti di ordine scientifico del caso e per poter decidere in scienza e coscienza se utilizzarla o meno, si rimanda all’articolo “E-rumours: Red Kamala e le norme che regolano le erbe tintorie” di Rodolfo Baraldini su Nemesi Cosmetica, che riporta due articoli di un’inchiesta speciale di Sara Turriziani pubblicati su Scientificast ed esprime le proprie considerazioni in merito. In via precauzionale, personalmente  suggerisco di evitare assolutamente quanto meno in gravidanza ed allattamento.

Sul come sia stato possibile importare in Italia e Francia, Baraldini dà un’interessante risposta, onde per cui leggete anche il suo intervento.

IMPORTANTISSIMO AGGIORNAMENTO del 25 ottobre 2017: vi metto il link alla terza puntata dell’inchiesta di Sara Turriziani su Scientificast sulla kamala, a sto punto vi dico chiaramente di NON UTILIZZARLA e ringrazio ufficialmente Janas per aver scoperchiato la pentola.

Informazioni tecniche

Le informazioni tecniche sono estrapolate dagli e-store che vendono questa polvere, per lo più diffusa in Francia e da pochi mesi in Italia, e l’articolo si riferisce esclusivamente al Red Kamala di color rosso brillante di provenienza indiana ed alle modalità di utilizzo della stessa e non fa riferimento in alcun modo alla polvere recentemente immessa in commercio da Janas di cui al momento mancano recensioni.

Il nome latino è Mallotus Philippensis, una pianta di medie dimensioni, appartenente alla famiglia delle Euphorbia, che cresce prevalentemente in India, ma può essere ritrovata anche in Cina, Giappone, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka ed in Australia, a sud di Sidney.
Per la crescita, la pianta necessita di una temperatura compresa tra i 16 ed i 28 gradi e di un sacco di acqua, in sostanza di un clima tropicale. Le sue radici producono un pigmento rosso brillante.
E’ nota anche come Monkey Face, Dyer’s Rottlera, Galuga Furu a seconda del paese di coltivazione ed utilizzo.
La polvere rossa di Kamala, che si trova sulle foglie di questa pianta, contiene molti componenti naturali decisamente interessanti quali fenoli e polifenoli, flavonoidi, cumarine ed ovviamente tannini, ma vediamo meglio di cosa si tratta.
Fenoli e polifenoli sono agenti antisettici / antifungini, aiutano pertanto a proteggere il cuoio capelluto da attacchi microbici e dalle varie infezioni fungine, nonché a combattere efficacemente la forfora d’origine fungina origine ed a promuovere la rigenerazione cellulare, e quindi la crescita capillare.
I flavonoidi proteggono la pelle e capelli dalle radiazioni solari. Possono combattere il deterioramento delle fibre di collagene e cheratina ed hanno anche l’effetto di rallentare l’invecchiamento della pelle.
Le cumarine sono antiossidanti, aiutano a mantenere i capelli più lunghi ed in salute.
I tannini presenti consentono al RK di apportare colore rosso vivo, normalmente sfruttato per fare virare al freddo, ed in particolare al ciliegia, l’hennè.

Nella tradizione ayurvedica, Red Kamala è quindi un antimicrobico, antiossidante, anti-infiammatorio, antiparassitario, antisettico, antifungineo ed antiforfora, favorisce il ricambio cellulare e rallenta l’invecchiamento della pelle (che lo rende ottimo anche applicato in cute), utilizzato da secoli nelle zone in cui la pianta è conosciuta per le sue incredibili capacità.

Utilizzo

La kamala può essere utilizzata sia da solo che mescolata all’hennè e non teme ne ambienti acidi ne basici. Ovviamente, non si lega alla cheratina del capello come la lawsonia e pertanto se non abbinato all’hennè (od a base hennata), anche se può colorare più o meno immediatamente in relazione alla base di partenza, tende a scaricare abbastanza velocemente.

Il metodo più semplice per utilizzarla è quello di estrarne il gel un po’ come si fa con gli amidi, visto che a conti fatti si tratta proprio di un amido. Ma non è l’unico metodo, in realtà, seppur il più conosciuto.

Per preparare il Gel: versare la quantità di polvere desiderata in un pentolino e poco alla volta aggiungere dell’acqua (che sia quantomeno tiepida). Per la quantità di acqua da aggiungere dovrete andare ad occhio, aggiungendo poco liquido alla volta. Quindi, posizionare il pentolino a bagnomaria o su una fiamma bassissima e mescolare fino a che non vedrete formarsi il gel e non appena vedrete un minimo segno di gelificazione spegnete il fuoco e continuate a mescolare per ottenere una crema liscia e omogenea.
A questo punto il vostro Gel è pronto per essere utilizzato da solo o in “papponi” di hennè ed erbe.

Il tempi di posa variano in funzione al risultato atteso, ma come al solito si tratta di sperimentare il vostro metodo.

Un altro possibile utilizzo è quello di abbinare la polvere ad un olio: l’effetto è veramente carino, ma a livello di riflessi non si avvertirono grandi differenze.

E’ anche possibile utilizzare la polvere di kamala semplicemente aggiungendo uno o due cucchiai direttamente nell’hennè od altre erbe ayurvediche, senza ossidare.
Oppure, è possibile preparare un infuso (2 cucchiai circa di Polvere e 100 ml di acqua bollente) da utilizzare per preparare l’impasto dopo aver lasciato riposare 5 minuti.

Da notare che Kamala è contenuta nel famoso Brun Grenat di Aromazone, ma ad oggi non sappiamo di quale tipologia si tratti; peraltro va osservato che Aromazone ha improvvisamente interrotto la vendita del prodotto e sembrerebbe che non intenda riproporlo.

Ultima considerazione: fate attenzione a maneggiarla, tende a macchiare gli oggetti e la cute.

Foto dal web per far vedere il colore della polvere di cui stiamo parlando ed evitare confusione con il prodotto lanciato sul mercato da Janas.

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