Alcanna (Alkanna tinctoria)

L’alkanna tinctoria – sui siti francesi la trovate più facilmente come Orcanette Dyers o semplicemente Orcanette – è una pianta della famiglia delle Boraginaceae che produce piccoli fiori blu brillante, le cui radici contengono pigmenti tintori di color rosso, tra cui alcannina e shikonin, utilizzate fin dall’antichità come tintura vegetale per tessuti.
In India, dove è conosciuta con il nome di Ratanjot, è tradizionalmente usata come colorante alimentare.
È inoltre utilizzata per la saponificazione a freddo, precisamente per apportare colori blu prugna molto naturali alle produzioni cosmetiche homemade e per la preparazione di candele.
Oggi l’alkanna è particolarmente apprezzata per la colorazione naturale dei capelli, ai quali apporta riflessi mogano o viola, in particolare se abbinata ad hennè freddo. Per ovvie ragioni la sconsiglio a chi non ha base hennata (difficilmente prenderebbe il colore) ed a chi ha i capelli chiari.
Da notare che l’alkanna non è idrosolubile, ma liposolubile, ossia non rilascia alcun pigmento tintorio se preparata con acqua (e detto tra noi non si riesce neanche a sciacquare), necessitando invece di essere trattata in macerazione oleosa.
Per quanto riguarda la preparazione della famosa macerazione oleosa, od oleolito, vi riporto la ricetta a caldo di Aromazone che mi sembra facile da realizzare:
  • Mescolare la polvere di Alkanna con olio vegetale (consiglio spassionato: utilizzate olio bio di semi di girasole che ha un prezzo ragionevole; in alternativa, ma ben più costosi, argan o jojoba. Sconsiglio il cocco perché d’inverno solidifica).
  • Lasciare in infusione per 30 minuti in acqua calda (circa 40-50 ° C) o per 48 ore a temperatura ambiente.
  • Filtrare con un filtro da caffè.
Personalmente ho preferito preparare l’oleolito a freddo, lasciando la polvere in macerazione con olio di semi di girasole bio per 40 giorni al buio ed agitandola ogni giorno. Ho poi aggiunto tocoferolo per evitare che il tutto potesse irrancidire.
Ovviamente la percentuale di polvere da far macerare dipende dal risultato desiderato, più se ne aggiunge e più colora.
Una volta ottenuto l’oleolito è possibile aggiungerlo in piccola quantità ad hennè tono freddo, tenendo in posa il tempo abituale. Oppure è possibile aggiungerlo ad una maschera per un impacco riflessante, Aromazone consiglia di abbinarla allo yogurt, personalmente trovo che una sostanza grassa aggiunta a pigmenti tintori non rappresenti il massimo della vita, tanto più che i miei capelli odiano lo yogurt (e spesso può provocare forfora, ragion per cui consiglio sempre di evitare).
Da notare che per quanto riguarda la saponificazione a freddo e le preparazione di candele, Aromazone riporta i diversi risultati in base al pH:
collcon pH alcalino la tinta tende al blu grigio e diventa sempre più violacea man mano che il pH scende (es. saponi)
con pH da acido a neutro il colore ottenuto è piuttosto rosato (es. emulsioni)
nei prodotti oleosi senza fase acquosa (oli, balsami, stick, candele), quindi senza pH, il colore va dal rosso al porpora

 

Molto interessante, invece per l’utilizzo sui capelli, l’esperimento che potete trovare integralmente su Le Paradis des gazelles in cui si testa sui tessuti un utilizzo alternativo dell’orcanette, non con olio ma con acqua ed una sostanza acida, ma non troppo (nella versione originaria sarebbe urina di montone): l’allume (pH 4,5).

Io ovviamente ho provato: ho preparato un decotto con polvere di orcanette, un cucchiaino di allume e circa un bicchiere d’acqua, ho fatto sobbollire circa 5 minuti – maggiore è il tempo di ebollizione e più aumenta il colore – poi ho filtrato ed utilizzato l’infuso per la preparazione dell’hennè in una sheradaze. Il risultato non mi è dispiaciuto, anche se personalmente preferisco l’oleolito, a mio giudizio colora di più.

Recentemente anche Phitofilos ha proposto sul mercato l’alkanna tintoria come erba rflessante, ricavata dalle radici della omonima pianta ricca di tannini, flavonoidi e sostanze cerose, e soprattutto di alcannina, un principio colorante rosso-viola che viene utilizzato fin dai tempi antichi per tingere lane, tessuti nonché come colorante alimentare.
Queste le indicazioni di utilizzo della polvere: il colore ottenuto da questa pianta è violaceo e la polvere risente fortemente dell’ambiente in cui opera: in ambiente acido assume una tinta rossa-mogano, in ambiente alcalino vira verso tonalità più fredde, blu/viola. Per cui a seconda dei risultati che si vogliono ottenere, si opterà per veicoli acidi (diluizione con acqua e aceto, limone, etc.) o alcalini (acqua addizionata di un puntina di bicarbonato di sodio). La pastella di polvere pura di Alcanna porta una copertura davvero lieve sulla cheratina del capello sul violaceo leggero. Addizionata alla polvere di Lawsonia (henné rosso), anche con aggiunta di Ibisco o Robbia o Sandalo, porta ad ottenere risultati riflessanti ben visibili anche sui capelli bianchi verso i toni freddi del rosso.
L’uso in purezza di Alcanna è di solito sconsigliato anche perché questa pianta, non essendo ricca in mucillagini, fa risultare composti disomogenei e scomodi da applicare. Quindi rimane sempre il consiglio di un uso come correttore di tono e non di erba tintoria pura.

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Chiara Bergamini ha detto:

    Ciao! Ho una domanda: ho letto che l’olio rende difficile all’hennè la presa sul capello, per cui mi chiedevo se con l’oleolito addizzionato all’hennè tu avessi notato una resa inferiore del colore. Ti ringrazio molto 🙂 l’articolo è stato molto utile!

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    1. passionenaturale ha detto:

      No guarda, non è vero che l’olio (in quantità moderate, cioè un cucchiaio su 100gr) non permetta la presa dell’hennè.
      Anzi è molto in voga in India 🙂

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