Fior di Loto

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Oggi parliamo di una pianta spesso sotto valutata in cosmesi: il fior di Loto o Lotus (Padma in sanscrito), la pianta più sacra in India, dove è il simbolo dello sviluppo spirituale, conosciuta soprattutto per i suoi fiori aromatici, detti appunto ‘fiori di loto’

Da un punto di vista botanico, il fiore di loto è una splendida pianta acquatica appartenente alla famiglia delle Nelumbonaceae, e precisamente alla specie Nelumbo nucifera, nota anche come fiore di loto asiatico, loto sacro, o loto indiano, che si differenzia dal Nelumbo lutea, conosciuta come fiore di loto americano.

La specie più interessante a livello cosmetico è indubbiamente la Nelumbo nucifera originaria dell’India, dal rizoma carnoso che striscia nel fango, con foglie di colore verde, rotondeggianti e fiori dal caratteristico odore che ricorda l’anice ed il cui diametro può raggiungere i 20 cm di grandezza, con petali che variano il colore dal bianco al violaceo. Quest’ultimi sono molti diffusi poiché simboleggiano la purezza e vitalità, e vengono utilizzati per l’ornamentazione o come erba medicinale.

La pianta di Loto è originaria dell’Asia minore, ma viene coltivata principalmente in India, Cina, Giappone, Russia e Corea, adatta alle zone umide e stagnanti.

I frutti del Loto sono nucule ovoidali legnose all’interno delle quali sono racchiusi i semi, che presentano la particolare caratteristica di poter rimanere vitali per moltissimi anni, se non secoli.

Tutte le parti della pianta possono essere utilizzati, ma sono soprattutto i semi e le radici che sono utilizzati nella medicina Ayurvedica in ragione delle loro proprietà.

Radici, semi e parti aeree della pianta in fiore contengono attivi molto interessanti quali Alcaloidi, isochinolinici (nuciferina, ramerina, N-nornuciferina e O-nornuciferina), Flavonoidi (quercetina, isoquercetina, iperoside e nelumboside), Tannini.

I semi (Phool Makhana) vengono estratti dalla capsula della pianta e sono ricchi dei seguenti principi attivi: proteine, magnesio, potassio, carboidrati (amido), fibre, zinco, ferro, fosforo, calcio, Tannini, flavonoidi, alcaloidi, tiamina e enzimi.

I semi vengono raccolti in tarda estate e vengono lasciati essiccare, per essere immessi in commercio. Possono essere di colore marrone o bianco, in relazione al periodo di raccolta: i primi vengono colti dopo la maturazione, i secondi, invece, prima della conclusione del processo.

I fiori contengono acido linoleico, proteine, fosforo, ferro, vitamine A e B.

Il Loto trova impiego nella cosiddetta medicina naturale e nella tradizione popolare, per le sue proprietà astringenti, imputabili soprattutto alla nuciferina, alla ramerina ed ai tannini, cui si aggiunge un’azione rinfrescanti, antinfiammatorie ed antiossidanti.

Nella medicina Ayurvedica, il fiore di loto lenisce Vata e Pitta, mentre aumenta Kapha se usato in eccesso, ed è utilizzato per il trattamento di disturbi gastrointestinali, per il trattamento degli stati febbrili e per contrastare le infestazioni da vermi.

Il Lotus è anche conosciuto come una delle piante più importanti per il riequilibrio nervoso, tradizionalmente dedicato a Lakshmi (Dea della prosperità), conferisce abbondanza spirituale e materiale, ed è apprezzato per calmare la mente e ridurre i sogni agitati, migliorare la concentrazione. I semi di Lotus favoriscono inoltre l’apertura del Chakra del cuore e sono efficaci per l’aspirazione spirituale.

Logicamente, per un eventuale uso a scopo medico è necessario consultare uno specialista in Ayurveda.

Noi parleremo invece dell’uso cosmetico, con un breve accenno a quello culinario, che mi sembra carino conoscere.

Come accennato, il loto è fiore sacro per eccellenza sia nell’induismo che nel buddhismo tanto che nelle rappresentazioni delle divinità di entrambe queste religioni il fiore di loto è spesso presente. Difatti, le divinità indiane vengono raffigurate sedute su grandi fiori di loto in mezzo all’acqua o nell’atto di stringere con le mani il fiore della pianta.

Nel buddhismo, invece, il fiore di loto rappresenta l’essenza stessa della filosofia buddhista: il fiore che si erge sopra all’acqua rappresenta, infatti, la purezza della mente e del corpo che galleggia sopra le acque e le radici che affondano nel fango dell’attaccamento e del desiderio.

Infine, in altre culture asiatiche, il fiore di loto viene considerato come un simbolo di eleganza, bellezza, grazia, perfezione e purezza.

In tutto il mondo, il loto è un simbolo di femminilità, sviluppo e forza.

Da non dimenticare, infine, gli usi per scopi ornamentali del fiore di loto che viene appositamente coltivato al fine di abbellire laghetti e specchi d’acqua.

 Polvere

In cosmesi, gli estratti di fiori di loto trovano impiego in diversi prodotti, soprattutto per le loro proprietà astringenti e rinfrescanti e si narra anche in prodotti coadiuvanti la lotta alla cellulite, in virtù di una potenziale azione lipolitica, comunque non confermata.

La polvere di semi di Loto costituita da fiori di loto secchi e triturati può essere utilizzata per la pulizia della pelle, grazie alle sue proprietà astringenti, per il suo effetto calmante e rinfrescante sulla pelle, anche in presenza di mini abrasioni. È ideale per migliorare la salute cutanea, ha un interessante potere antiossidante e detergente, anche in abbinamento ad altre erbe ed idrolati.

In polvere che io sappia è proposta solo da BioParck e AromaZone.

E’ indicato per tutte le tipologie di pelle, particolarmente utile in caso di pelle opaca, sensibile o secca ed in presenza di abrasioni.

Grazie alle sue proprietà astringenti, lascia una carnagione luminosa, liscia e uniforme, ha un effetto tonificante e rigenerante ed è un prodotto apprezzato da chi ha la pelle impura, con acne e macchie in quanto aiuta a riportare l’epidermide in equilibrio e purificarla negli strati più profondi.

La scheda tecnica di BioParck precisa che si tratta di una polvere molto concentrata e che deve essere utilizzata in quantità minime, in una percentuale massima del 10%.

Si raccomanda inoltre di effettuare un patch test all’interno di un braccio prima dell’applicazione ed in presenza di una sensazione di formicolio o bruciore, di lavare immediatamente con acqua pulita.

Per la cura della pelle si consiglia di preparare una maschera mescolando la polvere di loto con altre polveri vegetali, acqua od idrolato, fino ad ottenere una pasta omogenea, è possibile anche utilizzare un cucchiaino di olio vegetale. Applicare in modo uniforme sulla pelle (viso e / o corpo) e lasciare in posa per 10 minuti. Risciacquare con acqua pulita. Applicare successivamente una crema idratante.

E’ altresì possibile utilizzarlo sotto forma di decotto od infusione, da usare per la preparazione di altre polveri di cura o per realizzare una lozione astringente.

Sotto forma di macerato oleoso può essere utilizzato in abbinamento ad altro olio vegetale per un dolce massaggio.

Semi

Su altri siti francesi e su Zenstore è invece proposto il seme di fior di loto.

I semi possono essere ridotti in polvere (con un macina caffè preferibilmente) e la polvere così ottenuta può essere utilizzata per la preparazione di una maschera viso/corpo, od in aggiunta ad altri attivi per la preparazione di un impacco per capelli.

Personalmente sconsiglio di utilizzare i semi interi in acqua per poi frullarli, perché assorbono con estrema difficoltà i liquidi e frullarli dopo risulta essere alquanto problematico.

In alternativa, i semi interi possono essere utilizzati per la preparazione di un macerato oleoso (vedi ricetta oleolito).

Olio

Proposto da Khadì, l’olio di Loto Rosa è un olio ayurvedico viso e corpo che può essere utilizzato quotidianamente dopo la detersione, anche come sostituto a creme e lozioni perchè regola l’eccessiva produzione di sebo, allevia i rossori e mantiene la pelle morbida ed idratata

L’olio di loto rosa Khadì nasce come selezione accurata di fiori, erbe, oli vegetali ed essenziali: il fior di loto rosa che bilancia l’eccessiva produzione di sebo e placa le infiammazioni, il brahmi cicatrizza le piccole lesioni, la corteccia di Banyan supporta il metabolismo naturale della pelle e riequilibra la produzione di sebo, la manjistha purifica la pelle, stimola la naturale rigenerazione della pelle e migliora l’incarnato, la centella ha un effetto rassodante e rigenerante, gli oli di sesamo e di riso elasticizzano la pelle prevenendo la formazione di rughe, mentre l’olio di Neem agisce contro le infezioni cutanee e lavora come antisettico, l’olio di semi di carota protegge la pelle contro i raggi UV del sole.

La profumazione è data da un sapiente mix di preziosi oli essenziali come: lavanda (rinfrescante e dal potere antisettico ed antinfiammatorio, valido contro l’acne), Cedro dell’Himalaya (con proprietà antisettiche, antifungine e antinfiammatorie), Ylang ylang (inebriante e floreale, aiuta ad abbassare la pressione sanguigna e riequilibra la produzione di sebo in tutti i tipi di pelle).

In aromaterapia la Lavanda aiuta a combattere lo stress, è calmante e rilassante, il Cedro dell’Himalaya calma e distende i nervi, l’Ylang Ylang è un afrodisiaco e aiuta contro la depressione.

Vi riporto l’INCI completo: Oryza sativa oil, Sesamum indicum seed oil*, Helianthus annuus seed oil*, Nelumbo nucifera flower extract*, Rubia cordifolia*, Centella asiatica root extract*, Ficus benghalensis, Lavandula angustifolia essential oil*, Tocopheryl acetate (Vitamin E), Cananga odorata (Ylang Ylang)*, Mimosa pudica*, Cedrus deodara essential oil, Azadirachta indica leaf extract (Neem)*, Daucus carota sativa seed oil, Geraniol**, Farnesol**, **Linalool, **Limonene, **Benzyl alcohol**, Eugeniol**, Benzyl salicylate**, Benzyl benzoate**, Coumarin**

* da agricoltura biologica certificata ** naturalmente contenuti negli oli essenziali

 Non testato sugli animali, privo di coloranti artificiali, conservanti e profumi. Certificato vegan e BDIH.

 Olio essenziale

Esiste infine in commercio di alcune marche, ad esempio Lakshmi, l’olio essenziale di Loto, dal profumo delicatissimo, utile a livello cutaneo per le sue proprietà energizzanti, toniche, astringenti e lenitive, come rinfrescante ed astringente, valido in caso di pelle sensibile con tendenza a couperose e per trattare le irritazioni della pelle (può essere aggiunto alla dose di crema al momento dell’applicazione).

Diminuisce Vata e Pitta ed aumenta Kapha. Utile contro stress, tensione, in Oriente è il simbolo della crescita spirituale, dell’apertura del 7° chakra sul capo ed aiuta a collegarsi con il proprio Se Superiore. È l’olio della devozione e dell’amore universale.

In cucina, in particolare in Asia ed in special modo in India, trovano utilizzo i fiori, i semi, i rizomi e le foglie giovani, mentre le foglie più grandi vengono utilizzate per avvolgere gli alimenti, ma è anche possibile utilizzarle – insieme ai fiori – per la preparazione di tè e infusi. I rizomi, solitamente, vengono impiegati come condimento; mentre le radici vengono consumate fritte.

I fiori possono essere mangiati, arrostiti come le arachidi od anche crudi, una volta spaccati.

Informazioni dai siti di vendita del Lotus

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. cristina (choco) ha detto:

    articolo fantastico! Per me che da 31 anni pratico un buddismo che si basa sul Sutra del Loto (che é uno dei testi più importanti trascritti dagli insegnamenti del buddo storico Siddartha) ci sono molte cose su cui non avevo indagato.
    Tra l’altro il fiore del loto dà origine a una bellissima metafora, le sue radici si nutrono nel fango, ma il fiore che sboccia è di una magnifica purezza.

    Tra parentesi volevo chiederti Cri se conosci qualche esperto, veramente esperto in medicina ayurvedica. Se vuoi scrivimi in privato.
    grazie per il saggio
    Cri

    Mi piace

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