Capelli Afro o meglio Kinky hair (ma non solo)

Premessa: per comprendere come curare questa tipologia di capello, vi conviene semplicemente dimenticare le nozioni che si leggono a proposito della cura dei capelli in generale, che nel mondo riccio sono prive di significato …

…. del tipo: “Mai pettinare i capelli da bagnati …, mi raccomando usate rigorosamente pettini di legno …, asciugate sempre dalla radice alle punte ma quante volte ti pettini i capelli al giorno?” …. e via dicendo

Si tratta di leggende metropolitane, pronunciate da parte di chi ha i capelli lisci e non può capire il lavoro che c’è dietro a dei ricci per mantenerli un minimo (un minimo) decenti …

Ora a mio giudizio, le ragazze (ed i ragazzi) Afro hanno capelli splendidi, ma sicuramente non facili da curare e gestire, ecco perché ho cercato informazioni le più esaustive possibili, e mi sono confrontata anche con un’amica speciale che è Rella, specializzata nel trattamento dei ricci.

Di capelli Afro avevamo già parlato a proposito di fisiologia del capello, di porosità e di PRE POO, articoli che vi invito a leggere, oggi approfondiamo un po’ il discorso.

NDR: molte delle informazioni tecniche potrebbero interessare anche le lisce con capelli porosi e le ricce con capelli poco porosi, ma queste ultime con moderazione … dopo di che ovviamente ogni capello è a sé.

Caratteristiche

Per sua natura il capello Afro o meglio Kinky o Afro hair nasce per proteggere la cute del cranio ed il cervello dai forti raggi solari tipici delle aree equatoriali e si sviluppa avvolgendo il cuoio capelluto, a mo’ di protezione, ovverosia non cresce verso l’esterno come nelle razze caucasiche, ma assume una sua forma caratteristica.

Seguendo la classificazione proposta da Andre Walker (hair stylist delle star), si distinguono tre tipologie di Kinky con caratteristiche del tutto differenti, con riccioli che diventano sempre più stretti e difficili da gestire, ma meravigliosi … basta ammirare la nuova velina di Striscia:

  • 4a caratterizzato da ricci fini,
  • 4b caratterizzato dalla forma a Z e dalla tendenza ad accorciarsi in lunghezza da asciutti, fino al 75% della loro lunghezza complessiva, il cosiddetto “shrinkage” (basta pensare di tirare leggermente con le dita una ciocca asciutta per osservare di quanto si possa allungare un capello Afro),
  • 4C caratterizzato da spirali praticamente invisibili, simile al cotone, che rischia di aggrovigliarsi costantemente se non adeguatamente curato, può variare da capelli sottili molto morbidi a capelli particolarmente spugnosi e con ciocche compatte.

La famosa tabella di Walker (fonte Afroon.it)

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Un’altra caratteristica tipica dei capelli Afro (ma anche dei ricci), è quella di abbinare diverse tipologie di riccio nella stessa persona, non ho trovato però alcuna spiegazione scientifica in merito e mi rimarrà il dubbio a vita temo …

Tornando ai Kinky hair, si tratta di norma di un capello tendenzialmente secco e poroso, sul quale il sebo, presente naturalmente sul cuoio capelluto e che rappresenta l’unica componente lipidica del capello, fatica tantissimo ad arrivare.

Ne consegue che il capello Afro, rispetto ad uno semplicemente riccio, non disporrà naturalmente della protezione rappresentata dal sebo, che serve a tutelare la chioma dagli agenti atmosferici esterni.

In linea generale, il capello Afro è quindi un capello poroso e necessita sia di tantissima idratazione sia di prodotti ad hoc per mantenere l’idratazione, che altrimenti si disperderebbe immediatamente. Ma quanto sopra non rappresenta una regola generale per tutti, una buona porzione di Kinky hair è infatti caratterizzata da una bassissima porosità e deve essere curata di conseguenza.

In poche parole, parliamo di un capello che necessita di un Leave-in quotidiano ad alta quota idratante e sigillante e che NON deve essere assolutamente stressato con lavaggi frequenti, sarebbe estremamente controproducente effettuare il contrario perché si andrebbe ad asportare il poco sebo presente (e già i semplici ricci meno si toccano e meglio è, lavarli spesso sarebbe un suicidio, figuriamoci gli Afro …).

Le cure

Partiamo da un presupposto di base: questa tipologia di capelli, necessita soprattutto di non essere aggredita, è buona norma quindi porre un limite ai lavaggi, una volta a settimana sarebbe l’ideale, ma alcune ragazze arrivano tranquillamente ai 10 giorni senza problemi.

Stiamo ovviamente ragionando in termini di regole generali, che devono essere adattate al proprio capello, in ragione soprattutto del grado di porosità più o meno elevata, come abbiamo visto nell’articolo dedicato.

L’unica possibile risposta per capire cosa fare è di imparare a conoscere i propri capelli, come mi ha precisato Rella ci sono per assurdo capelli lisci che devono essere trattati come Afro e capelli Afro che devono essere trattati come ricci poco porosi …

Dicevamo di ridurre il più possibile i lavaggi: non a caso nel mondo Afro Occidentale (le famose Nappy Girl), si parla del WashDay, ossia del giorno dedicato al lavaggio ed ai vari trattamenti, che di norma prevede: PRE POO, shampoo, Maschera o Deep Conditioning e LOC.

In assenza di tempo a disposizione, vale sempre la regola di fare un bel Co-wash.

Nei più piccoli, di cui abbiamo parlato in un articolo dedicato, si consiglia solo l’uso di shampoo, maschera e balsamo od in alternativa uno shampoo con ingredienti altamente nutrienti e districanti: fortunatamente oggi esistono anche in Italia prodotti adatti ai capelli Afro dei più piccini, di Shea Moisture.

Per quanto riguarda la scelta dei prodotti, la soluzione migliore sarebbe quella di utilizzare prodotti Eco-bio, o per lo meno non contenenti siliconi e petrolati.

Come detto, per fortuna, i prodotti Shea (alcuni dei quali adatti anche ai capelli ricci non Afro), pur non eco-bio, ma con ingredienti di origine biologica e Fair Trade, possono rivelarsi estremamente utili e sono reperibili online abbastanza facilmente, prestando attenzione però all’INCI perché non tutte le linee sono ok.

Da rilevare che il sito americano di Shea Moisture consente di selezionare i prodotti in relazione al grado di porosità del capello e delle problematiche riscontrate, soluzione che io ritengo semplicemente geniale, e che mi ha aiutato a decidere quali prodotti provare, ovviamente controllando l’INCI.

Interessante anche la nuova linea di Domus Olea Toscana (Undici), che propone due prodotti adatti agli Afro (e non solo): il Co-wash balsamo lavante e la Maschera 3 in 1, ma non li ho ancora provati e ne posso parlare solo per sentito dire.

La scelta dello shampoo è a dir poco fondamentale: non deve in alcun modo seccare il capello, anzi sarebbe opportuno che contenga ingredienti nutrienti, ad esempio olio di ricino o di avocado, che normalmente i capelli Afro gradiscono tantissimo (Shea da questo punto di vista è insuperabile, è un dato di fatto visto che nasce proprio per gli Afro, ma incredibile ma vero quello latte e ibisco lo gradisco anch’io).

Un prodotto molto interessante per le ragazze Afro è il Deep Conditioning: si tratta di una maschera ad azione intensiva che abbina ingredienti idratanti a nutrienti e ristrutturanti, normalmente consigliata un paio di volte al mese, generalmente tollerata solo dai capelli Afro, affloscia invece anche se eseguita pre shampoo i capelli ricci poco porosi.

Esiste in commercio ad esempio di Shea Moisture Linea Cocco e Ibisco e di Domus Olea la maschera 3 in 1.

Volendo si possono privilegiare trattamenti fai da te, quali:

  • il PRE POO di cui abbiamo già parlato;
  • gli impacchi POST SHAMPOO, a base di ingredienti idratanti e volendo fitocheratina (non troppo spesso);
  • gli impacchi a base di erbe: Altea o Malva, ricca di mucillaggini e quindi estremamente idratante, Avena, altamente idratante e lenitiva, Bambou rimineralizzante, Kapoor che attiva la crescita e rafforza i capelli, Neem, in caso di problemi del cuoio capelluto, abbastanza frequente in questa tipologia di capello, e per regolarizzare la produzione di sebo.

Tra gli ingredienti più graditi ai ricci ricordiamo:

  • Avocado maturo, che conferisce nutrimento ai capelli aridi, sfibrati e spenti,
  • Aloe, dalle note proprietà idratanti,
  • Banana, da utilizzare preferibilmente in polvere,
  • Olio Extravergine d’oliva, che aiuta a rafforzare i capelli, ovviamente da applicare su capelli umidi,
  • Glicerina vegetale, che apporta idratazione,
  • Latte di cocco (anche in polvere), semplicemente favoloso per nutrire i capelli secchi e sfibrati,
  • Lecitina di soia, che nutre e rafforza,
  • Karitè, che grazie all’applicazione omeotropica fatta pre shampoo si rivela semplicemente favoloso, anche per la cute,
  • Miele, che dona lucentezza e luminosità,
  • Ricino, olio molto corposo ma gradito ai capelli afro,
  • Tuorlo d’uovo, dall’elevato valore proteico e nutriente, anche per il cuoio capelluto.

Per rendere ancora più efficace il trattamento, è possibile sfruttare il calore, ossia applicare sopra alla pellicola (o meglio ancora per una scelta veramente ecologica la cuffietta, da riciclare) un asciugamano umido caldo per agevolare la penetrazione degli attivi all’interno della cuticola del capello.

Esistono in commercio anche delle cuffie riscaldanti, da utilizzare al massimo per 45 minuti, ma sinceramente ho delle perplessità sulla bontà del loro utilizzo.

Un altro fattore da considerare in caso di capelli ricci ed Afro, è la secchezza del cuoio capelluto, dovuta proprio allo sviluppo dei capelli intorno ad esso.

Ecco perché si consiglia di prestare attenzione anche alla cute, effettuando ogni tanto uno scrub delicato (olio vegetale e zucchero vanno benissimo) che favorisce l’ossigenazione dei tessuti ed il rinnovamento cellulare, di applicare in cute il balsamo o la maschera, per idratare il cuoio capelluto, e di effettuare un dolce massaggio con gli oli, ottimo l’olio extravergine di oliva e il cocco o il burro di karite, che aiuta a lenire anche il prurito che si accompagna spesso alla secchezza.

Logicamente nel fare lo scrub evitate di utilizzare qualsiasi sostanza che possa irritare il cuoio capelluto, dal caffè allo zenzero, al sale ect, come si legge spesso in rete.

Il consiglio di effettuare lo scrub ogni tanto è valido per tutti ovviamente, diciamo ogni due settimane per cute secca, ogni una per cute grassa.

Nel caso facciate il co-wash lo scrub è già assicurato.

Il Leave- in e l’asciugatura

Come detto sopra, il leave-in per i capelli Afro è estremamente importante e deve privilegiare sia ingredienti idratanti che sostanze oleose che possano agire da sigillante, evitando che l’idratazione possa essere sottratta al capello.

Motivo per il quale si consiglia, ma solo in presenza di capelli molto porosi, cosa che contrariamente a quanto si possa essere indotti a pensare dei capelli Afro non rappresenta la regola, ma va verificata di caso in caso, il metodo LOC: Liquid (un elemento a componente acquosa, tipo il gel aloe o semi di lino), Oil (olio vegetale o burro che agiscono da sigillante, permettendo di mantenere l’idratazione del capello), Cream: crema o latte idratante a scelta (va benissimo anche una crema corpo/mani eco-bio).

Anche nelle varianti:

  • LOCS (liquido + olio + crema +sigillante (=burro di karitè o mango o cacao),
  • LOCO (liquido + olio leggero (come vinaccioli) + crema + olio denso (come ricino).

Ottimi sono l’olio di cocco, oliva, lino, vinaccioli, germe di grano e mandorle dolci, burro di karitè, mango, avocado, oppure ancora, un mix di oli e burro a piacere.

Mi raccomando, il Leave-in deve sempre essere applicato a capello zuppo (aiutatevi volendo con uno spruzzino con acqua), perché l’acqua di lavaggio consente di definire il riccio.

Per l’asciugatura Afro (e anche riccia e mossa) esistono alcune tecniche interessanti, tutto sta a sperimentare quale è giusta per voi (per capirle al meglio vi suggerisco di cercare video su YouTube):

  • Super soak method: tecnica che consiste nel ribagnare in modo abbondante con l’aiuto di uno spruzzino con acqua a temperatura ambiente i capelli appena lavati, fino ad inzupparli letteralmente, prima di procedere con il leave-in, l’acqua agisce infatti da modellante dei ricci e dona idratazione, che è assolutamente necessario mantenere, dopo di che si procede con il metodo di asciugatura preferito (è la tecnica che mi ha insegnato Rella e l’adoro proprio),
  • Scrunching: tecnica che consiste semplicemente nell’ accartocciare le singole ciocche di capelli dal basso verso l’alto, preferibilmente a testa in giù, dopo aver applicato il Leave-in,
  • Clipping: consiste nel posizionare dei beccucci (o mollettoni) alla radice, prima di procedere all’asciugatura. Serve a creare volume,
  • Poppling: questa tecnica può essere utilizzata sia come metodo di asciugatura (in estate), sia per pre asciugare i capelli, prima di utilizzare il diffusore. Si tratta semplicemente di avvolgere i capelli in un telo o turbante in microfibra od in una maglietta di cotone, in modo da tenere i capelli sopra la sommità della testa ed attenuare l’effetto crespo. Si consiglia di farlo stendendo il telo o la maglietta sul letto e di fermare il tutto con un elastico e mollettone,
  • Fitagem: tecnica brasiliana, consiste nel applicare il prodotto prescelto per il Leave-in ciocca per ciocca e di lavorare ogni singola ciocca scrunchando i capelli,
  • Ditolis: molto simile alla fitagem, consiste nell’applicare il prodotto per il Leave-in su piccole ciocche, aiutandosi con un dito, da qui il nome, generalmente più apprezzata dalle Afro 4C,
  • twist out: consiste nel girare due ciocche su se stesse e ad asciugatura terminata si aprono per rivelare boccoli grossi e definiti o lasciati chiusi come protective style.

Per asciugare si consiglia di effettuare il tutto al naturale, in estate, ed utilizzando il diffusore, rigorosamente a testa in giù, in inverno. Per non danneggiare il capello, sarebbe bene utilizzare un buon phon ad ioni, a temperatura e velocità ridotta.

Le cure quotidiane

Mantenere l’idratazione nei capelli Afro è a dir poco essenziale perché permette di evitare il tanto temuto effetto secchezza che affligge tutte le persone con capelli ricchi, a maggior ragione se molto porosi come i capelli Afro.

Al fine di mantenere l’idratazione, si consiglia di utilizzare un leave-in quotidiano, parlando in termini generali, ma alcune tipologie di capelli, estremamente secchi, potrebbero necessitare addirittura del leave-in mattino e sera, tutto sta a trovare il proprio equilibrio ed idratare solo quando e se necessario.

In caso di capelli poco porosi, cosa più frequente nei ricci meno stretti, si consiglia di utilizzare un vaporizzatore (spruzzino) contenente acqua tiepida, che aiuti le cuticole a sollevarsi in modo da accogliere l’idratazione quotidiana, od in alternativa un asciugamano umido caldo da porre sopra ai capelli, per ragioni di praticità nel quotidiano vi consiglio ovviamente la prima soluzione.

Generalmente, come leave-in quotidiano si consiglia di abbinare un prodotto idratante (ad esempio il gsl) ad uno nutrente (un latte per capelli ad esempio o una crema senza risciacquo), ma se necessario è possibile effettuare anche ogni giorno il metodo LOC.

Alcuni trucchetti

Per trattare adeguatamente i capelli Afro (e ricci), si consigliano alcuni trucchetti:

  • in caso di ricci molto stretti, prima di procedere al lavaggio, qualora non si facesse il PRE POO, si consiglia di utilizzare un poco di balsamo sui capelli umidi per agevolare il lavaggio,
  • non pettinare mai i capelli da asciutti, ma rigorosamente da bagnati con in posa balsamo o maschera,
  • prima di utilizzare la spazzola od il pettine apposito, districare i capelli con le dita,
  • iniziare a pettinare i capelli dalle punte, via via risalendo con delicatezza verso le radici,
  • non utilizzare mai pettini in legno, che scheggiandosi facilmente rovinerebbero il capello, privilegiare invece accessori in plastica o titanio (esistono pettini per Afro appositi) o la mitica tangle teezer od ancora le spazzole scioglinodi apposite, sempre in plastica morbida, che permettono di effettuare il massaggio capillare durante la posa del balsamo/maschera e di distribuire bene il Leave-in,
  • utilizzare il diffusore: è fondamentale, permette di non aggredire il capello durante l’asciugatura e di definire il riccio,
  • armarsi di federa di raso o seta od in alternativa utilizzare una cuffia in raso o seta, al fine di mantenere l’idratazione, durante la notte,
  • utilizzare la tecnica dell’ananas di notte, che consiste nel legare i capelli sulla sommità del capo con un elastico morbido, per evitare che si aggroviglino di notte,
  • in caso di capelli corti, utilizzare un foulard in seta o raso,
  • per recuperare i ricci il giorno dopo il lavaggio, riapplicare il leave-in con l’aiuto di uno spruzzino d’acqua.

Ultima considerazione finale, molti dei consigli di cura potrebbero andare bene per capelli mossi o lisci molto porosi, ma difficilmente sono indicati per capelli ricci poco porosi, che si smonterebbero all’istante.

Personalmente, sui miei ricci poco porosi sfrutto il PRE POO tantissimo (anche con le maschere) ed alcune tecniche di asciugatura, il resto a me è proibito.

Un ringraziamento speciale alla bravissima Michelle, professionista dei ricci/kinky, che mi ha rivisto e corretto l’articolo.

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